Marchio registrato o termine “generico”

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Si può depositare il marchio Pilates?

Porcellino salvadanaio con scritto pilates marchio registrato

Il metodo Pilates può essere un vero salvadanaio!

In tutti i paesi in cui si è diffuso negli ultimi 20 anni, il metodo è diventato molto di moda, amato per la sua enorme efficacia, sia da chi necessita di riabilitazione, che da chi cerca allenamento, o fitness o addirittura da coloro che guardano soprattutto i risultati estetici del lavoro corporeo. Questo ha ovviamente portato alla proliferazione di scuole che offrono corsi di formazione per nuovi professionisti, e ad una crescente offerta di lezioni. Sono in molti coloro che prendono il diploma seguendo cicli di studi poco approfonditi e molto brevi, e si dichiarano a tutto diritto insegnanti di Pilates, e vengono per questo riconosciuti dal Coni. L’esperienza accumulata in altri campi, dalla danza al fitness all’educazione motoria, agli sport sono elementi che favoriscono la professionalità del trainer, ma che non possono soppiantare lo studio specifico di questa disciplina, che è molto precisa e perfettamente strutturata.

Qualcuno ha visto in questa situazione un potenziale business molto allettante, per vendere sessioni individuali, corsi, formazione, gadgets, attrezzi, e che cercato di farne un guadagno economico, cercando di far valere la propria organizzazione non come “una scuola”, ma piuttosto come “la scuola”.

Il termine “Pilates” non è marchio registrato, per cui ogni insegnante lo può applicare secondo la sua formazione e la sua personalità, facendo sempre riferimento ai principi di base. Lo stesso suo creatore non ha depositato il marchio.
Il processo legale per stabilire se Pilates possa essere o meno materia coperta da tutela del diritto d’autore ha avuto un momento chiave nel 2000, quando il Tribunale di New York ha stabilito che si tratta di un metodo di interesse e di proprietà collettiva, come lo Yoga o il Karate. Si definisce “Generico” un termine che si identifica con se stesso senza bisogno di far riferimento ad un marchio di fabbrica o ad una proprietà intellettuale. Pilates si identifica con un metodo, con una filosofia, con degli esercizi coerenti, e va ben oltre il suo autore e le sue origini, un po’ come accadde per l’Aspirina, che fu il primo nome commerciale dato all’acido acetilsalicilico, ma che oggi indica in se stesso il farmaco e non più il marchio della fabbrica produttrice.
In precedenza, in America era stato depositato il marchio Pilates per garantire alcuni interessi commerciali. Il problema era che chi non pagava l’iscrizione all’organizzazione non poteva utilizzare questo termine, neppure coloro che erano stati allievi diretti dello stesso Joseph Pilates!
Oggi è possibile creare copyrights su termini composti che comprendono la parola Pilates, ma non il termine in sé, per cui esistono tanti metodi, come lo “Stott Pilates”, il “Pilates Cova Tech”, il “True Pilates”, il “Romana’s Pilates” ecc, che propongono varianti personali sempre in linea precisa con i principi del metodo enunciati dal fondatore.

Chiunque può insegnare qualsiasi esercizio e dargli questo nome, e può anche vendere oggettistica pubblicizzandola come parte del metodo anche se non è stata in realtà creata dal suo autore. Questi sono i pro ed i contro della situazione attuale.

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Oltre il Pilates: Piloxing

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Una fusione di Pilates, Boxe e danza

Il metodo Pilates è davvero di grandissima efficacia ed è così versatile da aver ispirato molti atleti e danzatori a partire da esso per rivolgersi in altre direzioni. I puristi del metodo non lo troveranno ortodosso, ma questo dimostra ancora una volta che si tratta di un sistema che è davvero “Patrimonio dell’umanità”.

Che cos’è il Piloxing?

Una lezione di Piloxing

Una lezione di Piloxing

Un metodo nuovo di allenamento, creato da Viveca Jensen, danzatrice, trainer di Pilates e pugile svedese, personal trainer di molte star del suo paese. Viveca ha da sempre rivolto il suo lavoro in direzione dell’aiutare le donne a rendersi e sentirsi più forti fisicamente e mentalmente tramite il fitness. Coniuga la precisione ed efficacia del metodo Pilates con la grazia ed efficienza fisica della danza e con la forza, l’agilità e la tonicità della boxe, ed offre una forma di allenamento divertente ed efficace.
Piloxing® cardio fusion mette insieme ricerche d’avanguardia e tecniche di fitness  al fine di bruciare la maggior quantità possibile di calorie, costruire una muscolatura allungata aumentando al contempo la resistenza fisica.
Il programma miscela in maniera unica la forza, la velocità e l’agilità tipiche della boxe con le finalità di flessibilità e definizione del corpo del metodo Pilates.
Le tecniche sono anche sostenute dall’uso di guantoni muniti di pesini, per una ulteriore tonificazione delle braccia e per l’ottimizzazione della salute cardiovascolare.
Aggiungendo al tutto i movimenti della danza, si ottiene un workout che tonifica la muscolatura, brucia i grassi ed aiuta a far sentire più forti fisicamente e mentalmente
Nel maggio 2010, nasce la Piloxing® Academy al fine di fornire il corretto training per formare insegnanti del metodo, e da allora gli insegnanti certificati sono migliaia, e sono presenti in oltre 40 paesi del mondo.
Alla base del sistema c’è la concezione che le donne siano potenti  e che possano ottenere una immagine di sé elegante, sensuale e potente prendendosi cura della propria salute.
Per avere idea di cosa sia ecco un video:

Il Dvd “Piloxing” è  assolutamente un best seller internazionale e l’ultimo lavoro di Viveca “The Piloxing System” è stato dichiarato dalla rivista Fitness Magazine uno dei 10 migliori Dvd dedicati al workout del 2014.

La creatrice Viveca Jensen

Amministratore delegato e fondatrice del Piloxing® ha creato il marchio combinando la sua lunga esperienza nel fitness e la sua passione  creando un programma di esercizi unico che i vari insegnanti nel mondo possono seguire insieme.

Ha messi insieme elementi della danza , del Pilates e della Boxe per formulare questo nuovo programma di esercizi interdisciplinari, che ha chiamato Piloxing.

Vivenca ha un diploma di master nella danza, è istruttrice di Pilates, è body builder riconosciuta e pugile.

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La prima lezione di Pilates

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Che cosa succede la prima volta

Chi non ha mai praticato questa disciplina pensa solitamente che non si faccia fatica, che sia adatta soprattutto alle donne (dimenticando che Pilates era un uomo, e anche parecchio atletico) che migliori l’aspetto estetico e spesso sceglie di provarla proprio sperando di rimettersi in forma.

All’inizio della lezione di solito si pensa che sarà tutto piuttosto facile, e quando l’insegnante indicherà di sdraiarsi e di fare attenzione al corpo, ad esserne consapevoli molti, già abituati a farlo, magari, attraverso lo studio di altre tecniche motorie, si sentiranno avvantaggiati. Anzi, alcuni cominceranno ad annoiarsi, pensando che la sessione sarà interminabile,e che forse sarebbe stato meglio iscriversi a Crossfit o a un corso di lotta nel fango o di Pole Dance.

Superato il primo momento di noia o il pensiero “sì, sono già capace e sarò subito bravo”, cominciano gli esercizi, che hanno la caratteristica di sembrare facili quando li esegue qualcuno che li fa da tempo, anche perché uno dei punti cardine del Pilates è proprio la fluidità! Quindi l’istruttore esegue il movimento e sembra non fare sforzo. Non sarà altrettanto vero per l’allievo!

Quando comincia l’esercizio ci si accorge immediatamente della debolezza della muscolatura situata nel centro del corpo, proprio quella che nel metodo viene utilizzata sempre e con forza, e che nella vita quotidiana, che trascorriamo molto spesso seduti al computer o al volante, nella quale l’esercizio fisico è costituito dal digitare su una tastiera  o portare a casa le borse del supermercato togliendole dal baule dell’auto, non usiamo assolutamente mai. Anzi, ci renderemo conto di avere muscoli impensabili…

Il training è molto faticoso ed impegnativo, e fa sudare parecchio, anche se i movimenti sono piuttosto lenti, poiché viene impegnata la muscolatura profonda, e le energie vengono sollecitate dal respiro consapevole e continuo, e prima di imparare ad economizzare lo sforzo occorre tempo e pratica.

Quando l’istruttore annuncerà quante volte l’esercizio andrebbe ripetuto penserai “ce la posso fare”. Alla seconda ripetizione starai già cercando di capire come sopravvivere.

Ma quando lascerai il materassino e ti rialzerai… miracolo! Ti sentirai molto vivo e energizzato. E ti accorgerai che neppure per un momento hai avuto in mente i problemi del lavoro e della vita quotidiana. La tua mente è fresca e il tuo corpo sanamente stanco . Quella stanchezza che si prova dopo una lunga passeggiata nella natura o dopo una vigorosa nuotata, e della cui esistenza in città non ci ricordiamo neanche.

In poche sessioni ti sentirai una persona nuova. E ti accorgerai che il tuo desiderio di “rimetterti in forma” era una piccola motivazione in confronto al piacere ed al benessere che la lezione ti regalerà ogni volta, e che perdurerà lungo le giornate successive.

 

 

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Similitudini e differenze fra Yoga e Pilates

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Due discipline olistiche a confronto

Il metodo Pilates è dolce ma pone grandi difficoltà allo stesso tempo che si adatta a tutte le età e le tipologie fisiche, è un’ottima forma di prevenzione dei danni articolari, dando sollievo a chi invece soffra già per disturbi e dolori, e offre sostegno mirabile anche al training specifico di attività sportive e artistiche.
Pilates stesso diceva: “In 10 lezioni sentirai la differenza, in 20 vedrai la differenza, in 30 avrai un corpo completamente nuovo”.

Yoga

E’ una antichissima pratica olistica di origine spirituale, legata alla filosofia indiana che utilizza movimento, tecniche di respiro e meditazione  come mezzo per unire corpo, mente e spirito. Giunto in occidente all’inizio del ‘900 nel seno della comunità salutista e vegetariana, negli anni ’60 ha subito una vera esplosione, che ha visto il moltiplicarsi di stili.
Si basa su 5 principi, codificati dallo yogi Swami Sivananda:

  1. Asanas (appositi esercizi mirati, che oltre a rinforzare, allungare e centrare il corpo aiutano il flusso energetico e di conseguenza migliorano lo stato di salute degli organi)
  2. Pranayama (letteralmente significa l’arte del controllo della respirazione)
  3. Saucha (un regime alimentare specifico)
  4. Dhyana (pensiero positivo e meditazione)
  5. Savasana (rilassamento completo)

Oggi molte scuole di Yoga si dedicano solo al suo aspetto fisico, e mirano ad ottenere tramite la sua pratica flessibilità e migliorie estetiche. Altri pensano sia solo rilassante e ne curano più che altro gli aspetti meditativo, ma la disciplina millenaria è una combinazione dei diversi fattori.
Particolare attenzione si deve rivolgere al respiro, poiché si considera che sia la maggiore fonte di Prana, l’energia vitale, e quando si apprende a governarla tutto diventa possibile.  La mente si acquieta, si vive nel presente, diminuisce lo stress, aumenta la pazienza e la salute generale migliora.

Similitudini e differenze

Molti esercizi del Pilates ricordano posizioni Yoga perché ne sono stati ispirati, ma altre posture sono completamente diverse. Di certo la disciplina orientale è molto più statica e lenta, e ogni posizione viene mantenuta per un tempo più lungo, mentre il Pilates usa la resistenza e tiene la forza volontariamente nel centro.
Ambedue le tecniche provocano profondi cambiamenti nella persona, a tutti i livelli, e mirano a sentire corpo, mente e spirito come un tutt’uno indissolubile, curando il percorso e il momento presente più che mirare semplicemente l’obiettivo.
Lo Yoga non usa strumenti e accessori, e assolutamente nessuna macchina, al contrario del Pilates, che usa le macchine, la Tower, la Cadillac, il Reformer e il Barrel, ed accessori quali bande elastiche, il cerchio, le palle.
E’ più corretto definire quella dello Yoga una “pratica” mentre il Pilates è una forma di training, ma in fin dei conti se non si pratica bene non si ottiene un allenamento e la pratica dello Yoga è un’ ottima ed efficace forma di training fisico… i confini sono difficili da stabilire.
Nello Yoga si lavora per ottenere maggiore flessibilità nella colonna e nel bacino restando sempre in connessione con il respiro, mentre nel Pilates si mira al rinforzo del centro e si fa partire tutto da lì, con grande precisione e meticolosità.
Le forme di uso del respiro nelle due tecniche sono totalmente diverse e nel Pilates non c’è assolutamente l’intento di lavorare sul respiro come mezzo per equilibrare il Prana.
Nel Pilates si lavora quasi interamente al suolo, sfidando la forza di gravità, mentre esistono tantissime Asanas in piedi, probabilmente la maggioranza.

Infine, per capire meglio la distinzione… non resta che provare a cimentarsi in entrambi.

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