Marchio registrato o termine “generico”

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinrssyoutubevimeotumblrinstagramflickr

Si può depositare il marchio Pilates?

Porcellino salvadanaio con scritto pilates marchio registrato

Il metodo Pilates può essere un vero salvadanaio!

In tutti i paesi in cui si è diffuso negli ultimi 20 anni, il metodo è diventato molto di moda, amato per la sua enorme efficacia, sia da chi necessita di riabilitazione, che da chi cerca allenamento, o fitness o addirittura da coloro che guardano soprattutto i risultati estetici del lavoro corporeo. Questo ha ovviamente portato alla proliferazione di scuole che offrono corsi di formazione per nuovi professionisti, e ad una crescente offerta di lezioni. Sono in molti coloro che prendono il diploma seguendo cicli di studi poco approfonditi e molto brevi, e si dichiarano a tutto diritto insegnanti di Pilates, e vengono per questo riconosciuti dal Coni. L’esperienza accumulata in altri campi, dalla danza al fitness all’educazione motoria, agli sport sono elementi che favoriscono la professionalità del trainer, ma che non possono soppiantare lo studio specifico di questa disciplina, che è molto precisa e perfettamente strutturata.

Qualcuno ha visto in questa situazione un potenziale business molto allettante, per vendere sessioni individuali, corsi, formazione, gadgets, attrezzi, e che cercato di farne un guadagno economico, cercando di far valere la propria organizzazione non come “una scuola”, ma piuttosto come “la scuola”.

Il termine “Pilates” non è marchio registrato, per cui ogni insegnante lo può applicare secondo la sua formazione e la sua personalità, facendo sempre riferimento ai principi di base. Lo stesso suo creatore non ha depositato il marchio.
Il processo legale per stabilire se Pilates possa essere o meno materia coperta da tutela del diritto d’autore ha avuto un momento chiave nel 2000, quando il Tribunale di New York ha stabilito che si tratta di un metodo di interesse e di proprietà collettiva, come lo Yoga o il Karate. Si definisce “Generico” un termine che si identifica con se stesso senza bisogno di far riferimento ad un marchio di fabbrica o ad una proprietà intellettuale. Pilates si identifica con un metodo, con una filosofia, con degli esercizi coerenti, e va ben oltre il suo autore e le sue origini, un po’ come accadde per l’Aspirina, che fu il primo nome commerciale dato all’acido acetilsalicilico, ma che oggi indica in se stesso il farmaco e non più il marchio della fabbrica produttrice.
In precedenza, in America era stato depositato il marchio Pilates per garantire alcuni interessi commerciali. Il problema era che chi non pagava l’iscrizione all’organizzazione non poteva utilizzare questo termine, neppure coloro che erano stati allievi diretti dello stesso Joseph Pilates!
Oggi è possibile creare copyrights su termini composti che comprendono la parola Pilates, ma non il termine in sé, per cui esistono tanti metodi, come lo “Stott Pilates”, il “Pilates Cova Tech”, il “True Pilates”, il “Romana’s Pilates” ecc, che propongono varianti personali sempre in linea precisa con i principi del metodo enunciati dal fondatore.

Chiunque può insegnare qualsiasi esercizio e dargli questo nome, e può anche vendere oggettistica pubblicizzandola come parte del metodo anche se non è stata in realtà creata dal suo autore. Questi sono i pro ed i contro della situazione attuale.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail
Menu Title